Il turismo outdoor sta vivendo una fase di forte espansione, spinto da una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche, sostenibili e a contatto con la natura. Escursionismo, cicloturismo, cammini, sport all’aria aperta e turismo slow rappresentano, oggi, leve strategiche per la competitività delle destinazioni italiane, soprattutto in chiave di destagionalizzazione e valorizzazione dei territori.
C’è da dire una cosa: è un segmento che intercetta un pubblico ampio e trasversale, rappresentato da famiglie, giovani, sportivi, viaggiatori consapevoli, attenti alla sostenibilità e, perché no, anche alla spesa.
Il turismo outdoor può anche essere economico, soprattutto se fatto in autonomia o con strutture semplici.
Innegabile il legane con il tema della sostenibilità. Attività all’aria aperta, mobilità dolce e itinerari naturalistici promuovono, infatti, un modello di viaggio responsabile, in grado di tutelare l’ambiente e rafforzare le identità locali. In questo scenario, la progettazione di prodotti turistici outdoor diventa uno strumento concreto di sviluppo territoriale equilibrato.
All’interno di BTM Italia, l’area dedicata rappresenta uno spazio strategico per dare visibilità alle migliori esperienze outdoor e favorire l’incontro diretto tra domanda e offerta. Destinazioni, DMO, operatori turistici, tour operator, startup e fornitori di servizi possono presentare prodotti, itinerari e soluzioni innovative legate al turismo attivo e alla fruizione sostenibile del territorio.
Il futuro delle cosiddette “esperienze open air” appare molto promettente, anche e soprattutto alla luce di una crescente domanda di esperienze a contatto con la natura, benessere e sostenibilità.
L’estate 2025 ha segnato un nuovo record per il turismo all’aria aperta. Secondo i dati raccolti da Faita Federcamping, campeggi, villaggi turistici e strutture per camper hanno generato un fatturato complessivo di 8,5 miliardi di euro. I pernottamenti hanno raggiunto quota 74 milioni, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Una tendenza che va avanti ormai da anni e che non accenna a rallentare, consolidando questo tipo di vacanza come seconda scelta ricettiva degli italiani dopo gli alberghi.
In Italia, gli arrivi complessivi si attestano intorno agli 11 milioni, con quasi 73 milioni di presenze nelle strutture sparse lungo tutto il territorio nazionale. Il settore vale circa 8 miliardi di fatturato, considerando anche l’indotto.
Se il presente è interessante, il futuro lo sarà ancor di più. Destinazioni e operatori dovranno puntare su mobilità dolce, tutela ambientale e valorizzazione dei prodotti locali, trasformando la sostenibilità non solo in un valore etico, ma anche in un vantaggio competitivo. Al tempo stesso, la digitalizzazione e l’innovazione giocheranno un ruolo cruciale: app per itinerari outdoor, realtà aumentata nei parchi, prenotazioni smart e gestione dei flussi turistici diventeranno strumenti standard, permettendo di creare esperienze personalizzate e di ottimizzare la fruizione dei territori. L’offerta outdoor si integrerà sempre più con sport, cultura e natura, dando vita a pacchetti multidimensionali come trekking culturale, cicloturismo enogastronomico o cammini wellness, capaci di combinare attività fisica, cultura locale e gastronomia.
In questo contesto, eventi e fiere come BTM Italia avranno un ruolo strategico nel favorire incontri e collaborazioni tra destinazioni, operatori e startup, accelerando l’innovazione e fungendo da catalizzatore per nuove reti territoriali, prodotti sostenibili e strategie di marketing esperienziale.