Un nuovo modo di abitare i luoghi, rispettandone il tempo, la memoria e le fragilità.
Questa la prospettiva che attraversa l’intero percorso di Daniele Kihlgren e che trova spazio a BTM Italia 2026 nel panel "Rebel Hospitality: pionieri del cambiamento in un mondo già oltre il limite", il 27 febbraio (ore 12.45) nella sala Think Tank. L’appuntamento si inserisce nel cuore del dibattito più attuale sul futuro del turismo, oggi chiamato a confrontarsi in modo sempre più urgente con i limiti ambientali, sociali ed economici del pianeta.
La presenza di Kihlgren rafforza il ruolo della manifestazione come spazio di confronto critico e visione, in cui il turismo smette di essere solo industria e diventa strumento culturale e leva di trasformazione. Il futuro richiede scelte coraggiose, capaci di tenere insieme economia, tutela dei territori e giustizia sociale.
Diplomato a soli 17 anni, si laurea in Filosofia specializzandosi in Epistemologia delle Scienze Umane a Milano, Daniele Kihlgren prosegue la propria formazione con due anni di specializzazione post-laurea in Terapia della Famiglia ad indirizzo sistemico-relazionale presso l’Ospedale Niguarda. È proprio il confronto diretto con i limiti teorici e con una pratica clinica che sente distante dalla complessità del reale a spingerlo a una scelta controcorrente: rifiutare alcune proposte di collaborazione già avviate e orientarsi verso un fare più concreto, iniziando a esplorare il mondo dell’imprenditoria come spazio di sperimentazione e impatto reale.
La svolta arriva quasi per caso, attraversando in moto le montagne dell’Abruzzo, quando scopre il piccolo borgo di Santo Stefano di Sessanio. Da quell’incontro nasce l’intuizione di un progetto radicale di recupero e tutela del Patrimonio Storico Minore, che prende forma in Sextantio Ospitalità Diffusa, oggi realtà riconosciuta a livello internazionale con Sextantio Albergo Diffuso a Santo Stefano di Sessanio e Sextantio Le Grotte della Civita a Matera www.sextantio.it
Un modello di ospitalità che non consuma i luoghi ma li rigenera, restituendo valore alle comunità locali e alla memoria dei territori. Per l’alto valore culturale e imprenditoriale del progetto Sextantio, nel 2016 gli viene conferito il Dottorato di Ricerca Honoris Causa dall’Università di Roma Tor Vergata.
Parallelamente all’attività imprenditoriale, si dedica a progetti umanitari in Africa, tra cui la costruzione di un ospedale pediatrico in Congo e lo sviluppo di un sistema di assicurazione sanitaria per le fasce più povere della popolazione in Ruanda. Nel 2019 la rivista Condé Nast Traveler lo inserisce nell’elenco delle 25 personalità più influenti che hanno cambiato il modo di viaggiare, riconoscendo l’impatto profondo di una visione capace di coniugare cultura, impresa e responsabilità sociale.
Nel maggio 2022 dà vita al Progetto Capanne sull’isola di Nkombo, nel lago Kivu, in Ruanda, un’iniziativa in cui turismo e solidarietà si intrecciano in modo concreto: gli utili del progetto sono destinati a finanziare l’assicurazione sanitaria per persone indigenti affette da malattie facilmente curabili a costi irrisori, con una valutazione clinica in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele. Un bagaglio professionale, oltre che umano, che renderà particolarmente significativo il suo contributo a BTM Italia.
Il suo messaggio indica che un altro modo di fare turismo è possibile: un turismo che riconosce il limite come punto di partenza e non come ostacolo, e che sceglie di generare valore duraturo per i territori e per le persone che li abitano.