Il turismo sociale è una tipologia di viaggio che promuove l'accessibilità, l'inclusione e la partecipazione attiva di tutti i cittadini alle destinazioni di viaggio, indipendentemente dalle barriere economiche, sociali o fisiche, partendo dal presupposto che il diritto al turismo deve essere riconosciuto come un diritto fondamentale di ogni individuo.
L'obiettivo del turismo sociale infatti, è quello di garantire a chiunque, indipendentemente dalla propria situazione finanziaria o da eventuali disabilità, di viaggiare sfruttando tariffe agevolate, l'accesso a strutture turistiche senza barriere architettoniche o la creazione di programmi specifici.
In questo contesto, la Dichiarazione di Montreal rappresenta un importante passo avanti verso l'instaurazione di principi etici e pratiche che promuovano l'uguaglianza nel settore turistico.
La Dichiarazione di Montreal “Per una visione umanistica e sociale del turismo” è stata adottata dall’Assemblea Generale del BITS nel 1996 e nel 2006 è stata riaffermata la sua pertinenza e attualità adottando un addendum che ne amplia la prospettiva.
Il diritto al turismo in realtà, era già stato riconosciuto dal Codice Mondiale di etica del turismo dell’OMT ed è una questione sempre profondamente attuale.
Alla conferenza presero parte rappresentanti di governi, organizzazioni non governative, operatori turistici, e attivisti il cui intento era trasformare l’incontro in un luogo di convergenza di idee e valori che miravano a ridefinire il concetto stesso di turismo e sviluppare un approccio globale che andasse oltre il mero concetto di viaggio come privilegio per pochi.
Il contesto dell'epoca era caratterizzato dalla crescente consapevolezza riguardo alle disuguaglianze sociali ed economiche, nonché dalle sfide legate all'accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Era inevitabile quindi, che il turismo diventasse uno dei principali strumenti di inclusione sociale.
Gli operatori turistici di conseguenza, sono stati chiamati a considerare le esigenze di persone con disabilità nella progettazione di infrastrutture e servizi.
Tra i principi chiave della Dichiarazione di Montreal, vi è proprio l'impegno a favorire l'accessibilità ai luoghi turistici, assicurando che le diverse esigenze di ogni viaggiatore siano tenute in stretta considerazione.
Etica, ma non solo, infatti questa forma di turismo è anche un investimento per il futuro, perché incrementa il flusso turistico contribuendo anche alla destagionalizzazione di molte località turistiche.
Inoltre, la Dichiarazione promuove la creazione di opportunità di lavoro equamente distribuite nel settore turistico e la tutela delle identità culturali delle comunità locali.
Il turismo sociale e la Dichiarazione di Montreal pongono l'accento sulla responsabilità condivisa tra governi, operatori turistici, comunità locali e singoli cittadini nella realizzazione di una cultura inclusiva,
La cooperazione internazionale si è rivelata nel fondamentale per condividere best practice, implementare politiche inclusive e garantire che il turismo sociale diventi una realtà globale.
A oggi, purtroppo non è ancora possibile dichiarare ufficialmente che nel mondo le barriere sociali e architettoniche sono state abbattute, ma almeno per quanto riguarda il turismo, molto è stato fatto e quotidianamente si lavora per permettere a chiunque di vivere il mondo con spensieratezza e dignità.