La Space Economy si conferma un settore in forte espansione per il sistema industriale italiano, con numeri che ne rafforzano il ruolo strategico per la produttività e l’apertura a nuovi mercati. È quanto emerge dalla ricerca “The Sky is (not) the Limit: La Space Economy come nuova frontiera per la competitività delle imprese italiane”, presentata a Milano da Deloitte in collaborazione con Fondazione E. Amaldi.
Secondo quanto riportato da ANSA, nel 2024 il comparto ha generato un fatturato aggiuntivo di 4,5 miliardi di euro, segnando una crescita del 12,3% su base annua. Il settore coinvolge oggi oltre 400 aziende e più di 15.000 occupati, in aumento del 5,6%.
In forte espansione anche l’export, che nel 2023 ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro (+14%), mentre startup e microimprese registrano una crescita dei ricavi pari al 60%, a conferma del dinamismo dell’intero ecosistema.
Dal punto di vista applicativo, il 70% delle imprese utilizza la trasmissione di dati satellitari, che rappresenta l’asset più diffuso. Seguono il monitoraggio ambientale e i sistemi avanzati di sicurezza e sorveglianza (entrambi al 62%), le soluzioni per la connettività ultraveloce (61%) e il monitoraggio di siti, impianti e infrastrutture (57%).
A livello macroeconomico, l’Italia si conferma tra i principali attori globali del settore: è sesta al mondo per rapporto tra investimenti spaziali e Pil — un valore quasi raddoppiato negli ultimi anni — e terza in Europa per contributo al budget della Agenzia Spaziale Europea, con una quota del 15%.
“L’economia spaziale si conferma un mercato in espansione e una leva di competitività per le imprese italiane”, ha dichiarato Giorgio Mariani, sottolineando l’importanza di rafforzare partnership strategiche e modelli di ecosistema per sostenere la crescita e la competitività internazionale del settore.