

Il Ginturismo si sta affacciando sulla scena del turismo esperienziale come una nicchia emergente, ancora tutta da esplorare, ma con interessanti prospettive di sviluppo. A sostenerne il potenziale è anche il dinamismo del mercato del gin, che in Italia continua a distinguersi nel panorama degli spirits.
Secondo il Report Federvini 2025, presentato nel 2026, le vendite di gin nella Grande Distribuzione Organizzata hanno raggiunto i 106 milioni di euro, con un incremento del 7,7% in valore rispetto al 2024. Un andamento positivo confermato anche dai dati più recenti: nel primo semestre 2026 il gin ha mantenuto un trend di crescitaregistrando un aumento del 2,9% a volume e del 2,7% a valore.
Numeri che raccontano l'interesse per una categoria di prodotto sempre più legata alla ricerca della qualità, alla sperimentazione e alla valorizzazione delle produzioni artigianali. Ma c'è un passaggio ulteriore che merita attenzione: il gin non è più soltanto un ingrediente della mixology o un prodotto da degustare, può diventare anche il motivo per partire alla scoperta dei luoghi in cui nasce. È da questa evoluzione che prende forma il Ginturismo, appunto, una nuova declinazione dei viaggi legati allasfera del gusto che sposta l'attenzione dal bicchiere al paesaggio, alle storie dei produttori, agli ecosistemi che le custodiscono e le botaniche come ginepro, ingrediente imprescindibile del gin, erbe aromatiche, radici, bacche, fiori e scorze di agrumi che cambiano a seconda delle caratteristiche ambientali e delle tradizioni produttive. Il concetto di terroir, già centrale nel racconto del vino, trova così una nuova interpretazione nel mondo della distillazione.
Se per decenni le tappe d'obbligo del viaggiatore enogastronomico sono state le cantine, i vigneti e i frantoi, oggi si fanno spazio nuove esperienze legate al mondo degli spirits. Il cambiamento intercetta una domanda turistica sempre più interessata a entrare in contatto con le produzioni locali, conoscerne i processi e vivere esperienze dirette, lontane dalla semplice fruizione commerciale.
Visitare una distilleria artigianale significa immergersi in un universo fatto di competenze, ricerca e sperimentazione. Il visitatore può conoscere le diverse fasi della distillazione, scoprire come vengono selezionate e lavorate le materie prime, partecipare a laboratori di miscelazione e degustazioni guidate. In alcune realtà l'esperienza si spinge oltre, coinvolgendo direttamente il pubblico nella creazione di una ricetta personalizzata. Da qui nasce anche l'interesse per il foraging, la raccolta consapevole di piante ed essenze spontanee. Accompagnati da esperti botanici, i visitatori possono attraversare macchie mediterranee, boschi e sentieri alpini, imparando a riconoscere le specie vegetali, le loro proprietà aromatiche e il loro impiego nella produzione. Il paesaggio non è più soltanto uno scenario da ammirare, ma diventa parte integrante dell'esperienza e, in qualche modo, anche della ricetta.
Dalle Alpi al Mediterraneo, il Ginturismo può trovare declinazioni differenti, seguendo la varietà dei paesaggi e delle essenze. Le aree montane offrono un patrimonio di ingredienti naturali che può essere raccontato attraverso escursioni naturalistiche e visite alle distillerie. Le campagne e le aree appenniniche mettono invece a disposizione frutti, essenze aromatiche e tradizioni agricole, mentre lungo le coste e nelle isole la macchia mediterranea, gli agrumi, il mirto e il lentisco diventano ingredienti di un racconto legato alla specificità dei luoghi.
Le potenzialità di questo trend non si esauriscono nella visita a una distilleria. La sua forza è nella capacità di coinvolgere una pluralità di operatori e costruire intorno al prodotto un'esperienza più ampia. Un'escursione alla ricerca delle botaniche può diventare parte di un itinerario naturalistico, una degustazione può accompagnarsi a una proposta gastronomica, mentre la visita a un laboratorio artigianale può essere inserita in un soggiorno in una struttura rurale o in un piccolo borgo.
Si delinea così una filiera che mette in relazione distillatori, aziende agricole, guide ambientali, ristoratori, strutture ricettive e operatori turistici. Un sistema che, se organizzato in maniera integrata, può contribuire a generare valore economico anche al di fuori dei circuiti turistici più consolidati.
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