In chiusura d’anno, uno dei bilanci più “caldi” pare sia proprio quello dedicato al clima. Tanto, almeno, stando a quanto rilevato da Copernicus, il sevizio europeo di monitoraggio del clima che descrive il 2023 come l’anno più caldo della storia con il primato del mese di novembre definito “straordinario”, nonché sesto mese consecutivo a battere i record: con una media di 14,22 gradi Celsius sulla superficie terrestre, ha superato di 0,32 gradi il record precedente del 2020.
Samantha Burgess, vice capo dell'Ufficio Dipartimento per i cambiamenti climatici di Copernicus lancia l’allarme parlando di temperatura destinata ad aumentare fino a quando il mondo continuerà a riversare gas serra nell'atmosfera. Ciò significa che inondazioni catastrofiche, incendi, ondate di caldo e siccità continueranno, “a meno che non si intervenga per risolvere la nostra dipendenza dai combustibili fossili”.
Da gennaio a novembre, la temperatura media globale è stata di 1,46°C superiore alla media preindustriale del periodo 1850-1900 e 0,13°C superiore alla media degli undicimesi del 2016, diventando attualmente l’anno solare più caldo mai registrato
E sui gas serra nell’atmosfera interviene Carlo Buomtempo, direttore di Copernicus Climate Change Service: «Finché le concentrazioni di gas serra continueranno ad aumentare – ha dichiarato -non possiamo aspettarci risultati diversi da quelli visti quest’anno. La temperatura continuerà ad aumentare, così come gli impatti delle ondate di caldo e della siccità. Raggiungere lo zero netto il più presto possibile è un modo efficace per gestire i nostri rischi climatici».