Vi piacciono le uova di cioccolato, simbolo della tradizione pasquale, momento iconico sulle tavole italiane, golosità e prelibatezza per grandi e piccini? Beh, se la risposta è affermativa potreste aver qualche ripensamento alla fine di questo articolo.
Ma andiamo con ordine e, soprattutto, nessun allarmismo, è solo semplice cronaca del momentodal momento che quest’anno i consumatori italiani segnalano cambiamenti importanti: prezzi più alti e, in alcuni casi, quantità ridotte.
Secondo un’indagine di Udicon e Istituto Piepoli, quasi il 90% degli italiani percepisce un incremento dei prezzi delle uova di Pasqua rispetto allo scorso anno, e circa la metà nota confezioni più piccole. Questo fenomeno, noto come shrinkflation (strategia commerciale che consiste nel ridurre le dimensioni, la quantità o la qualità dei prodotti in vendita, mantenendo stabile il loro prezzo) è riconosciuto da oltre l’80% degli intervistati: alcune aziende riducono le quantità senza modificare significativamente il prezzo. Molti consumatori preferirebbero aumenti chiari e trasparenti piuttosto che modifiche nascoste, adattando così le proprie scelte di spesa.
L’aumento dei prezzi e la riduzione delle quantità stanno modificando il modo di fare acquisti: circa tre italiani su quattro confrontano con maggiore attenzione i prezzi, cercano alternative più economiche e si orientano verso discount o marchi alternativi. Stesso regime per le colombe pasquali che pure registrano rincari, seppure più contenuti, mentre le uova artigianali e gourmet possono raggiungere cifre molto elevate.
Anche il Codacons conferma il rincaro dei dolci pasquali: nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, i prezzi delle uova di cioccolato registrano aumenti dal +6% fino al +10% rispetto allo scorso anno. Nel 2026, un uovo di marca industriale può superare 77 euro al chilo, contro i 70 euro del 2025. Nonostante il calo del prezzo del cacao sui mercati internazionali tra il 2024 e il 2025, questo vantaggio non si è tradotto in prezzi più bassi per i consumatori.
Per le colombe pasquali la situazione è più contenuta: quelle classiche segnano rincari intorno al +3%, con prezzi medi tra 5,40 e 15,90 euro per i prodotti industriali, mentre le versioni farcite arrivano a costare tra 8,50 e 19,90 euro. Complessivamente, il mercato delle uova di Pasqua e delle colombe genera in Italia un giro d’affari superiore ai 600 milioni di euro all’anno. Gli aumenti delle classiche uova al cioccolato si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite a circa 3.300 dollari la tonnellata contro il record di 12mila dollari di fine 2024 ma, spiega come spiegani dall'associazione che tutela i consumatori, uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record: per questo motivo, nonostante il tonfo del cacao, i listini al dettaglio delle uova di Pasqua non hanno registrato alcuna diminuzione.
Ultimo, ma non per importanza, i prezzi vengono influenzati anche dalla situazione geopolitica internazionale, con la guerra in Iran che influisce in maniera negativa sull’economia, soprattutto per via dell’aumento del costo dei carburanti, in modo particolare del gasolio.
Tuttavia, i rincari non fermano la voglia di dolcezza: le uova di Pasqua restano un simbolo di festa e di gioia. Quest’anno più che mai, vale la pena scegliere con cura e sorprendere chi amiamo con un piccolo gesto goloso.