Quando si parla di archeologia, inevitabilmente si pensa agli scavi di Pompei ed Ercolano, ai siti di Roma e Pestum, o alle teche con i reperti custoditi nei musei.
Chi crede che l'archeologia sia un argomento che interessa solo gli amanti di storia, sbaglia, perché intorno alle tracce del passato, negli anni si è sviluppato un interessante segmento che è proprio il turismo archeologico.
Viaggiatori di ogni età, provenienti da ogni parte di Italia e del mondo, si organizzano per trascorrere intere giornata a stretto contatto con i resti delle antiche civiltà, immergendosi nella storia e nella cultura di epoche passate, passeggiando tra antiche rovine, immaginando la vita di chi un tempo ha percorso quelle stesse vie, la quotidianità di famiglie di cui oggi rimangono tracce raccontate nei libri di storia, l’eroismo dei soldati che partivano in battaglia per difendere l’Impero, la fatica del lavoro nei campi e le abitudini di ogni giorno.
Siti archeologici, musei, aree di scavo sono un bene inestimabile per l’Italia, soprattutto per il Sud, terra disseminata di tracce del passato, scrigno di reperti e testimonianze che periodicamente emergono, spesso per puro caso, contribuendo a ricostruire il mosaico del tempo che scorre.
Basti pensare che tra i 45 siti archeologici riconosciuti dall’Unesco, ben 12 si trovano nel Sud Italia e secondo i dati emersi nel corso della BMTA (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico), sempre al Sud arrivano il 30% dei visitatori e il 27% degli introiti totali.
Il turismo archeologico funziona attraverso una combinazione di visite guidate, attività didattiche e scoperte individuali. Gli itinerari possono essere strutturati in modo da permettere ai visitatori di esplorare siti e partecipare a escursioni. Le attività possono variare dal semplice tour a piedi fino a vere e proprie esperienze di scavo per chi desidera partecipare attivamente alla ricerca archeologica, soprattutto grazie a laboratori pensate per le scuole.
Chi desidera fare un viaggio nel tempo a Sud Italia, può optare per Pompei, uno dei siti archeologici più celebri al mondo, per Ercolano, che subì gli effetti devastanti dell'eruzione del Vesuvio e in cui le case sono ancora ben conservate, con affreschi, mosaici e oggetti, ma non bisogna dimenticare anche Paestum, un sito archeologico che ospita alcuni dei migliori templi greci dell'antichità e Velia, anticamente conosciuta come Elea, antica colonia greca.
In Basilicata è possibile visitare il sito archeologico di Metaponto, che conserva importanti testimonianze della Magna Grecia, e ovviamente Matera, con un parco Archeologico Naturale delle chiese rupestri del Materano, che si estende per 32 ettari.
In Puglia, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto ospita una vasta collezione di reperti che spaziano dall'età del bronzo all'epoca romana, offrendo una panoramica completa della storia della regione.
Assolutamente da visitare è anche il sito archeologico di Egnazia, che testimonia la presenza di antiche colonie messapiche, greche e romane. Tra i resti più importanti ci sono il foro, le terme e il mausoleo, che risale al I secolo a.C., l’antica città messapica di Gnatia che prosperò anche in epoca romana, con un sito che include resti di mura, strade lastricate e un santuario, e Canne della Battaglia, famosa per essere il luogo della Battaglia di Canne.
Sempre in Puglia, all'interno del castello Svevo di Bari, è possibile visitare il Museo Archeologico che custodisce reperti dalla preistoria all'età romana, il Castello di Monte Sant'Angelo che conserva tracce di insediamenti medievali e di epoche precedenti, Ceglie Messapica con il suo centro storico che ospita resti di mura, tombe e altri reperti.
Infine in Salento, c'è Santa Maria di Agnano con un'area archeologica con una chiesa medievale e resti di un antico insediamento romano, l'Eremo di San Vincenzo situato nei pressi di Otranto con una chiesa scavata nella roccia e grotte che testimoniano la presenza umana sin dai tempi più antichi.
Il Salento Archeologico propone anche la Basilica di Santa Caterina a Galatina con affreschi di scuola giottesca degli inizi del XV secolo, Roca Vecchia con la Grotta della Poesia e i reperti risalenti all’età del Bronzo Medio dell’abitato fortificato, il Castello di Gallipoli di età bizantina su preesistenze di età romana e infine la Cattedrale di Otranto.
Questi sono solo alcuni esempio che confermano quanto il Sud Italia sia un terreno fertile per la crescita e lo sviluppo turistico.
Le ultime ricerche di SRM, il Centro Studi nato nel 2003 a Napoli rilevano che, sebbene la Campania, in particolare la provincia di Napoli, si eriga attualmente come epicentro del turismo storico-archeologico, il Mezzogiorno nel suo complesso possiede ampi spazi di crescita ancora inesplorati.
Il potenziale di crescita è evidente soprattutto considerando la ricchezza di territori che il Mezzogiorno può valorizzare attraverso la sua rete di siti Unesco, distribuita tra Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Campania.
Attualmente, la maggior parte dei flussi turistici si concentra sulla sola Campania, con Pompei che svolge una funzione catalizzatrice primaria, attrarre oltre il 67% di tutti i visitatori del sistema museale ed architettonico-monumentale del Meridione.
Il Sud ha la possibilità di diversificare e ampliare i suoi centri di interesse storico-archeologico, spingendo verso nuove mete turistiche. La Puglia ad esempio, nonostante la sua posizione geografica privilegiata, si trova al nono posto, seguita da altre regioni del Sud.
Risulta quindi essenziale che tutte le regioni del Sud colmino il divario, adottando strategie di promozione e valorizzazione dei siti storici e archeologici che permetterà di assistere ad una crescita sostenibile che coniughi il turismo archeologico con il turismo del futuro.