Dopo “Rainbow” ed “Exposure” il MUDEC presenta il suo terzo progetto dal taglio interdisciplinare, dedicato al viaggio.
“Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore”, a cura di Katya Inozemtseva e Sara Rizzo, parla del viaggio delle persone e degli oggetti, toccando la questione cruciale delle migrazioni e delle diaspore, raccontando anche la genesi delle collezioni del museo, una raccolta di manufatti portati da diverse parti del mondo da cittadine e cittadini, uomini d'affari, viaggiatori e ricercatori.
La mostra, anticipata dalla monumentale installazione di Adrian Paci, “Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo” allestita nell’Agorà del MUDEC, sarà affiancata da una serie di iniziative dentro e fuori dal museo.
“Travelogue”, promossa da Comune di Milano | Cultura, celebra i primi dieci anni di vita del Museo delle Culture – inaugurato a marzo 2015; rimarrà visitabile fino al 21 settembre 2025.
In occasione di questo decennale, il Bibliobus ospiterà il MUDEC con materiali e attività: per cinque settimane, in collaborazione con l’Area Biblioteche, il museo viaggerà nei quartieri di Milano. Primo speciale appuntamento sabato 29 marzo nel quartiere San Siro, a Cascina Case Nuove di via Paravia, sede di Fondazione Terzo Luogo.
“Con ‘Travelogue’ il Mudec celebra il viaggio in tutte le sue sfaccettature, intrecciando storie di migrazioni, diaspore e scambi culturali con la storia stessa delle sue collezioni - dichiara l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. - Un percorso espositivo che parte dai miti e dalle narrazioni antiche per arrivare alle grandi questioni del presente, offrendo una riflessione sulla mobilità come esperienza umana universale. È un progetto che ribadisce il ruolo del Mudec come luogo di ricerca, dialogo e confronto tra culture, più che mai necessario in un’epoca di profonde trasformazioni globali.”
Apre la mostra una sezione introduttiva dedicata al viaggio "mitico", presente nelle culture del mondo fin dall'antichità.
La seconda sezione è dedicata alla transumanza e al nomadismo attraverso tre diversi focus: il semi nomadismo degli arcipelaghi verticali nelle Ande; i popoli nomadi dell'Asia, in particolare attorno al Mar Caspio; le culture del deserto in Nord Africa. Un'ampia sezione della mostra è dedicata agli oggetti che viaggiano, i "souvenir". Ci sono poi esposti in mostra diari di viaggio, album fotografici, quaderni di schizzi, mappe e piccoli oggetti che, in un arco cronologico compreso tra la fine dell'Ottocento e tutto il Novecento, restituiscono la personale interpretazione di quell'esperienza da parte di viaggiatori di epoche diverse.
Una sezione speciale è allestita in collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, sui mezzi di trasporto nel mondo intesi come veicolo di cambiamento: dai caballitos de totora alla canoa oceanica, dalla Lambretta di Cesare Battaglini alla minibici pieghevole, dal transatlantico Rex al Concorde.
In occasione della mostra sarà proposto un ricco palinsesto di eventi tra cui un convegno di due giorni sui temi della migrazione, correlato al progetto “Traces of mobility, violence and solidarity. Reconceptualizing Cultural Heritage through the lens of migration” a cura dell’Uni-versità degli Studi di Milano, con la partecipazione dell’Università di Jendouba – Tunisia, dell’American University del Cairo – Egitto, della Goldsmiths University di Londra – UK.
Ci saranno anche progetti di raccordo con diverse realtà milanesi tra cui Cineteca Italiana, l’Istituto di Cultura Araba di Milano e il Centro di Cultura Italia-Asia.
La mostra uscirà dal perimetro del museo per essere raccontata con un progetto di Poster Art in via Ventimiglia, realizzato in collaborazione con IED Milano.