Tra mare e borghi, storia e cutura, il Gargano fa sistema e a BTM 2024 sono state illustrate diverse iniziative in programma per i prossimi mesi.
Un evento corale a cui anno aderito congiuntamente i Comuni di Vieste, Mattinata, Peschici, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo e Vico del Gargano, tutti rappresentati dai rispettivi assessori al Turismo, a dimostrazione del forte spirito di squadra che anima ogni azione messa in campo per lo sviluppo del territorio.
Rossella Falcone, assessore al Turismo di Vieste (nonché vicesindaco), ha tenuto a sottolineare questo punto di forza: <<Dopo aver partecipato alla BIT di Milano siamo tutti qui a Bari perché vogliamo che anche i pugliesi conoscano il nostro patrimonio. Il successo di questa iniziativa congiunta emerge dalla grande attenzione che i pugliesi nutrono per la nostra città. Sarà un’altra estate ricca di appuntamenti che possono solo migliorare e qualificare l’offerta turistica di Vieste, sempre più punto di riferimento per una vacanza di qualità che va oltre il mare. Puntiamo anche sulla cultura, sul cinema, sulle tradizioni popolari, sui prodotti tipici, sul turismo naturalistico, sulle manifestazioni sportive, indicatori che funzionano molto bene soprattutto sui mercati stranieri. L’idea è quella di riqualificare il territorio migliorando i servizi e costruire delle esperienze di viaggio>>.
E intanto, un’altra perla del Gargano si prepara ad un futuro roseo. Nelle scorse ore è stato presentato ufficialmente a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, il dossier intitolato “Lucera 2026 – Crocevia di popoli e culture” per l’attribuzione del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026.
A presentare il dossier di candidatura una folta delegazione pugliese guidata dal sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta. Presenti, per la Regione Puglia, la consigliera delegata alle Politiche Culturali, Grazia Di Bari, e il direttore del Dipartimento Cultura e Turismo, Aldo Patruno.
<<Con questa audizione – ha detto il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta – si è concluso l'iter di candidatura di Lucera Capitale della Cultura 2026. È stato un percorso straordinario, fatto di emozioni uniche. Spero di aver trasmesso, insieme a tutti i relatori, l'emozione e l'ambizione del territorio di Lucera e dei Monti Dauni, che ha lo sguardo rivolto al futuro. La nostra terra è straordinaria, non per merito nostro, ma per nostra fortuna. La fascia tricolore che indosso, oggi, pesava tonnellate perché portavo con me i sogni e le speranze di ogni singolo cittadino di Lucera e dei Monti Dauni, che ringrazio uno ad uno per avermi dato l'onore di rappresentarli>>.
<<Quella di Lucera Capitale della Cultura 2026 – ha detto Pasquale Gatta, co-coordinatore della candidatura – è stata una grande esperienza di co-progettazione. Oggi, davanti alla commissione giudicatrice, abbiamo raccontato il progetto di un territorio che ce la vuole fare e che ce la può fare, gettando le basi per uno sviluppo territoriale basato sulla cultura. I complimenti della commissione ci onorano perché la nostra candidatura non si limita a fotografare il presente, ma rappresenta una visione strategica che getta lo sguardo in avanti di almeno 5 o 10 anni>>.
<<Siamo orgogliosi – il commento di Grazia Di Bari – della sinergia tra il Comune di Lucera e i 29 Comuni dei Monti Dauni, che con il sostegno della Regione Puglia hanno dato vita al percorso che ci ha portati a Roma. Parliamo di un progetto nato dal basso, che è riuscito a unire le comunità e il tessuto imprenditoriale, con 103 imprese che stanno sostenendo la cultura. Istituzioni, associazioni e aziende hanno lavorato con entusiasmo e passione, consapevoli che dalla cultura possono nascere nuove opportunità per questi territori e per le giovani generazioni, il cui contributo è stato fondamentale per arrivare al dossier presentato oggi. Voglio ringraziare il sindaco Pitta e i sindaci dei 29 Comuni dei Monti Dauni per questo grande lavoro>>.
<<Per il secondo anno, la Puglia è arrivata qui a presentare la propria candidatura – ha sottolineato Aldo Patruno– con un borgo della provincia di Foggia. Trenta Comuni dauni con Lucera capitale stanno disegnando una nuova identità collettiva. Siamo orgogliosi di aver contribuito sia mettendo a disposizione del progetto i nostri uffici e le agenzie regionali, sia con uno stanziamento di 450.000 euro. Parliamo di un modello di sviluppo locale diverso dal passato perché fondato sulla cultura, che deve consolidarsi e replicarsi. Lo merita il territorio andato oltre i campanilismi, che ha saputo unirsi. Il benessere delle comunità passa dalla cultura, dalla coesione sociale e territoriale, dalla sostenibilità, con un modello di gestione innovativo. Tutti aspetti che ritroviamo in questo dossier>>.