C’è ancora chi pensa che per intercettare il futuro serva un biglietto per la Silicon Valley o, più semplicemente, un treno per Milano. Un’idea comoda, ma sempre più lontana dalla realtà. L’innovazione, quella vera, nasce dove ci sono visione, competenze e il coraggio di metterle a sistema. E BTM Italia ne è una dimostrazione concreta. La fiera del turismo di Bari si colloca oggi tra le prime in Italia ad aver adottato una vera ricerca conversazionale all’interno del catalogo espositori: non un semplice campo testuale, ma un sistema intelligente capace di comprendere l’intento dell’utente e restituire risposte naturali, pertinenti, immediate. Un chatbot che dialoga, interpreta e funziona davvero. Un passo avanti che diventa anche simbolico, come sottolinea Luca Vescovi, tra i protagonisti della manifestazione e voce autorevole sul tema dell’intelligenza artificiale applicata al turismo.
“Ti ricordi l’inizio dell’era di Internet? Tu abbassavi le tariffe per riempire le ultime camere vuote, mentre il tuo competitor, con l’albergo pieno, vendeva a prezzi più alti. Non era fortuna: aveva capito prima che il mondo si stava spostando online. Oggi siamo esattamente nello stesso punto, solo che la rivoluzione si chiama Intelligenza Artificiale Generativa”, spiega Vescovi. Una rivoluzione che non riguarda solo la tecnologia, ma soprattutto il metodo. Il ruolo dell’esperto, oggi, non è più soltanto tecnico, bensì culturale: tradurre l’AI in strumenti concreti, utilizzabili, capaci di generare valore reale per le imprese turistiche. “Ci sono già centinaia di strutture che stanno usando l’AI con successo. Il problema non è se funzionerà, ma chi resterà indietro. Il cliente è già lì”, sottolinea. I dati, del resto, parlano chiaro. In tre anni ChatGPT ha raggiunto 800 milioni di utenti, un traguardo che a Internet era costato tredici anni. Se fino a due anni fa il 22% delle persone dichiarava di non voler usare l’AI per pianificare i viaggi, oggi quella percentuale è scesa all’11%. Nove viaggiatori su dieci sono pronti a farsi guidare da un algoritmo nelle scelte di soggiorno. Il punto, allora, non è “giocare” con l’intelligenza artificiale, ma integrarla nei processi. È qui che entra in gioco l’automazione intelligente dei budget pubblicitari, uno dei temi centrali dell’intervento di Vescovi alla BTM. “Con l’AI messa a sistema, le campagne pubblicitarie dialogano con il gestionale e il booking engine. Se sei pieno a Ferragosto, il sistema spegne la pubblicità. Se hai disponibilità in bassa stagione, sposta lì il budget. Non è magia, è efficienza”. Un cambio di paradigma che incide direttamente sui margini e libera tempo, risorse e persone. Anche sul fronte dell’accoglienza. “Rispondere alle 23:47 a un’email che chiede se c’è il parcheggio non è contatto umano, è schiavitù. L’AI serve a togliere di mezzo le attività ripetitive e permettere allo staff di fare l’unica cosa che conta davvero: accogliere l’ospite”. Sistemi capaci di rispondere a mail e telefonate in decine di lingue, 24 ore su 24, non sostituiscono il fattore umano, ma lo valorizzano. È questa la direzione indicata da strumenti come OpenRosetta.ai, al centro della dimostrazione che Vescovi terrà alla BTM.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 25 febbraio, alle 16:40, in Sala Hospitality, oppure allo stand di 36B di JAMPAA. Un’occasione per vedere da vicino come l’intelligenza artificiale stia già cambiando il turismo italiano. Senza bisogno di passare da Milano.