Città, borghi, vie, mari e monumenti, racchiusi tra le pagine di un libro non sono mai un semplice scenario. Parola dopo parola diventano reali, tangibili, come se si potessero compiere gli stessi passi dell’autore o dei protagonisti e a volte si arriva persino a sentirne il profumo e provare un’irrazionale nostalgia che spinge a desiderare ardentemente di prendere un aereo per volare proprio lì, dove una storia si è conclusa e infinite altre potrebbero iniziare.
È il potere ancestrale della letteratura di viaggio, quello stesso filone che per generazioni ha spinto giovani lettori a lasciare tutto e per viaggiare sulla strada di Jack Kerouac con il suo libro sotto al braccio, o a ripercorrere le orme di Tiziano Terzani.
Il richiamo all’avventura e alla conoscenza è un vento che spira tra le righe dei libri e accarezza le idee scompigliando i capelli, portando la certezza che il mondo, nonostante tutto, è un posto troppo bello per non essere scoperto.
Molte avventure sono iniziate proprio con la fine di un romanzo, e la storia insegna che ogni viaggio non è mai l’ultimo perché ad ogni scalo, qualcosa nel viaggiatore cambia, si aprono nuove connessioni, si sviluppano nuove idee, la mente si espande e si riempie di meraviglia in un ciclo infinito di esperienze.
La letteratura di viaggio è molto più di un elenco di luoghi da visitare, è un dialogo intimo tra l'anima del lettore e le avventure narrate.
Quando si prova a collocare su una linea temporale la nascita della letteratura di viaggio, il primo titolo che viene in mente è l’Odissea, che identifica in Omero il primo vero viaggiatore della storia, cui seguirà, qualche secolo dopo, il protagonista del viaggio introspettivo più famoso e discusso di tutti i tempi: Dante Alighieri con la sua Divina Commedia.
Il Medioevo non è passato alla storia come periodo di lunghi viaggi, solo pellegrini, missionari e commercianti avevano il coraggio di avventurarsi, spinti dalla necessità, lungo sentieri impervi mettendo nella maggior parte dei casi a rischio la propria vita. Tuttavia, tra il 1271 e il 1275, Marco Polo consegnò al mondo Il Milione resoconto dettagliato del suo avventuroso viaggio in Cina.
Meno famoso, ma ugualmente dibattuto, è il Giornale di Bordo di Cristoforo Colombo.
Anche Antonio Pigafetta, con il suo Relazione del primo viaggio intorno al mondo, che rendiconta la circumnavigazione del globo di Ferdinando Magellano,si inserisce a pieno titolo tra fondatori della letteratura di viaggio.
Sarà il ‘700 a dare un nuovo volto a questo genere, i viaggiatori iniziano a spostarsi per il desiderio di conoscere il mondo, con i giovani che dal Nord Europa arrivano in Italia attratti dalla sua storia e dalle opere d’arte e Robinson Crusoe di Daniel Defoe, diventerà uno dei romanzi più amati di tutti i tempi cambiando le regole di scrittura trasformando il viaggio nel protagonista assoluto di ogni opera.
Se nel ‘900 ormai i viaggiatori si illudono che il mondo non abbia più segreti, Bruce Chatwin, con In Patagonia, smentisce tutti raccontando nuove strade sconosciute e lande incantate, ma non solo, perché le nuove frontiere del giornalismo, portano le migliori penne italiane a viaggiare, un po’ per lavoro, un po’ per passione, e da questi spostamenti nascono piccoli capolavori di letteratura di viaggio come Il libro dei viaggi di Luigi Barzini.
A partire dagli Anni ’50 i giovani di tutto il mondo si mettono in viaggio ispirati da Sulla strada di Jack Kerouac, ma anche l’Italia viene scoperta e riscoperta tra le righe di alcuni dei più bei romanzi del nostro tempo.
Il primo esemnpio è un caposaldo della letteratura mondiale, Romeo e Giulietta di William Shakespeare, che ha incoronato Verona come città dell’amore.
Il suggestivo paesaggio delle Langhe fa da sfondo a La luna e i falò di Cesare Pavese, ambientato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che racconta le colline, i borghi e la dolcezza del Piemonte rurale.
Genova si svela con tutte le sue meraviglie e contraddizioni agli occhi dei lettori di La Superba di Ilja Leonard Pfeijffer, mentre Italo Svevo racconta una Trieste misteriosa che si muove a cavallo tra il 1800 e il 1900 ne La Coscienza di Zeno. E ancora, la Napoli più verace e popolare di Anna Maria Ortese con Il mare non bagna Napoli.
Infine, imperdibile per chi ama la Toscana, il grande capolavoro di E.M. Forster,Camera con vista, che guida il lettore alla scoperta della Firenze più autentica.
“Viaggiare significa aggiungere vita alla vita”, scrive Gesualdo Bufalino. Ed è vero, perché chi viaggia vede il mondo attraverso le culture che incontra, per questo motivo le destinazioni migliori si scoprono spesso tra le righe dei libri.