La Cucina Italiana entra ufficialmente tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, diventando la prima tradizione gastronomica al mondo riconosciuta nella sua totalità. La decisione, arrivata all’unanimità dal Comitato Intergovernativo dell’UNESCO, riunito a Nuova Delhi, consacra un patrimonio che non appartiene soltanto alle tavole italiane, ma alla storia, alla memoria e all’identità collettiva di un intero Paese.
Secondo quanto definito dall’UNESCO, la tradizione culinaria italiana rappresenta una «fusione culturale e sociale di conoscenze gastronomiche», un linguaggio attraverso il quale gli italiani riescono a «prendersi cura degli altri, trasmettere affetto e ritrovare il legame con le proprie radici», offrendo alle comunità un modo autentico per raccontarsi e interpretare il mondo che le circonda.
La notizia è stata accolta da un fragoroso applauso nella sede indiana, premiando un dossier che si è distinto tra 60 candidature provenienti da 56 Paesi. Il lavoro di candidatura, coordinato dal giurista Pier Luigi Petrillo, ha valorizzato il ruolo centrale di realtà storiche come La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina e la Fondazione Casa Artusi, da anni impegnate nella tutela e nella divulgazione del patrimonio culinario nazionale.
Il riconoscimento UNESCO conferisce all’Italia un nuovo primato mondiale in campo agroalimentare: delle 21 tradizioni italiane oggi presenti nella Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali, ben 9 appartengono al mondo del cibo, dalle tecniche rurali fino alle espressioni gastronomiche più note. Un giacimento culturale che racconta una verità semplice: in Italia, il cibo non nutre soltanto, ma unisce, identifica, narra e costruisce legami.
Il cibo come attrazione globale: boom del turismo enogastronomico
Il riconoscimento UNESCO arriva in un momento storico in cui la cucina italiana è già, di fatto, un biglietto da visita globale. Un fenomeno confermato dai dati diffusi dall’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo in occasione della Giornata della Ristorazione 2025, celebrata il 17 maggio: il turismo enogastronomico registra una crescita impressionante, con un incremento del +176% nei soggiorni, 2,4 milioni di presenze e 395,5 milioni di euro di spesa internazionale, un +9% rispetto al 2023.
Numeri che confermano come l’esperienza culinaria sia ormai uno degli elementi più richiesti dai viaggiatori stranieri. I mercati principali? Regno Unito, Germania, Spagna e Stati Uniti d’America, un quadrante internazionale che elegge da anni l’Italia come destinazione privilegiata per vivere una cultura del gusto inimitabile.