Decine di piazze trasformate in tavolate collettive per celebrare il pranzo della domenica e sostenere la candidatura della cucina italiana a Patrimonio immateriale Unesco. Questo il senso dell’iniziativa collettiva ribattezzata “Il pranzo della domenica-italiani a tavola”: un momento di incontro e di convivialità tra i cittadini intorno ai piatti della tradizione gastronomica italiana.
L’iniziativa, promossa congiuntamente dal Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura, con il supporto di ANCI (Associazione nazionale Comuni Italiani), punta a sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’UNESCO, che verrà decisa da 24 Paesi l'8 dicembre prossimo.
Per questo, lo scorso 21 settembre, sono state predisposte oltre 120 tavolate in tutta Italia, da nord a sud, per raccontare il rito del pranzo della domenica.
“Noi non candidiamo un modo di cucinare, anche se tutte le cucine regionali italiane avrebbero i titoli per ottenere il riconoscimento a patrimonio immateriale dell’Unesco, noi candidiamo un rito - ha detto il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida -. Un rito che appartiene a tutti noi, che parte dalla scelta dei cibi, passa per la cucina per approdare sulle nostre tavole dove ancora si parlerà di quello che si sta mangiando. La cucina italiana è questo, sono antichi saperi tramandati, è la gioia di stare insieme, di incontrarsi e di mantenere vivi i rapporti familiari e di amicizia. Il pranzo della domenica è la massima espressione di questo tratto culturale che il mondo ci invidia. Vedere così tanta gente riunita nelle piazze italiane sarà una grande dimostrazione di quello che è la cucina per gli italiani”.
“Dall'alta cucina a quella popolare – ha commentato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli - l'Italia, per le sue variegate caratteristiche geografiche e per le sue stratificazioni storiche multiformi, è impreziosita da una straordinaria pluralità di ingredienti, di piatti, di occasioni, di rituali legati al mangiare. La storia del cibo è storia della civiltà e della cultura. La cucina italiana rispecchia la società, la storia e il nostro rapporto con il territorio: oltre a essere una peculiarità tutta italiana il cui primato è riconosciuto da tempo in tutto il mondo. Sosteniamo perciò con la massima convinzione e partecipazione la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO”.
“Il cibo è un pilastro della nostra identità e un potente collante sociale - ha sottolineato il Presidente dell'ANCI e Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi -.Non c'è pasto senza condivisione, non c'è tavola senza una storia da raccontare. Riunirsi per mangiare è un rito che unisce generazioni, famiglie e intere comunità. È da questo legame profondo che nasce l'idea di scegliere il pranzo della domenica come simbolo per promuovere la candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO. Con questa iniziativa, che coinvolge diversi Comuni e territori, vogliamo sottolineare che la nostra cucina è ben più di una semplice arte culinaria: è espressione di una cultura popolare e accessibile, che racchiude in sé gesti, riti e saperi antichi, valorizzando il legame tra la terra e le persone, e rappresenta una delle risorse principali dell'economia e della cultura del nostro Paese".
Non sono mancati momenti di convivialità internazionale. La cucina italiana è patrimonio comune per oltre 60milioni di connazionali che vivono all’estero e di tanti stranieri che si ispirano allo stile di vita italiano. L’iniziativa ha pertanto coinvolto anche le sedi delle nostre ambasciate nelle città di Londra, Parigi e New York, dove cibo e tradizioni locali saranno protagonisti.
La giornata è stata accompagnata dall’inno Vai Italia, scritto da Mogol e interpretato da Al Bano insieme al coro dell’Antoniano e ai ragazzi di Caivano. Una colonna sonora pensata per dare voce all’orgoglio di un Paese che ha scelto di raccontarsi attraverso la sua tavola.