Alla vigilia del Forum ’Bridging Destinations’ Italia-Balcani, in programma ieri e oggi a Roma, il ministro del Turismo Daniela Santanchè e il ministro del Turismo della Repubblica Ellenica, Olga Kefalogianni,hanno siglato il Protocollo sull’attuazione dell’Accordo di cooperazione turistica tra Italia e Grecia. Un passo decisivo verso un’integrazione più stretta delle rispettive politiche turistiche.
Il documento aggiorna l’accordo intergovernativo firmato nel lontano 1986, adeguandolo alle sfide e opportunità del contesto attuale. Obiettivo dichiarato: sostenere uno sviluppo congiunto del turismo mediterraneo, attraverso una collaborazione rafforzata in settori chiave come la cooperazione istituzionale, lo scambio di dati e buone pratiche in materia di statistiche, politiche di settore, investimenti, promozione, innovazione e digitalizzazione. Ampio spazio sarà riservato anche alla formazione e all’aggiornamento professionale, in un’ottica di crescita condivisa delle competenze nel comparto turistico.
La firma del Protocollo, si legge in una nota del Ministero del Turismo, è avvenuta al termine di un incontro cordiale e proficuo tra i due ministri, che hanno discusso delle prospettive di rafforzamento della cooperazione bilaterale anche alla luce delle politiche dell’Unione Europea e in vista del Forum sul turismo Italia-Balcani
<<Esprimo la mia grande soddisfazione per gli ottimi rapporti e la sintonia di vedute tra me e il ministro Kefalogianni, ulteriormente rafforzate e formalizzate nella stipula del Protocollo – ha dichiarato Daniela Santanchè –. Questo documento sarà uno strumento strategico per potenziare e integrare le iniziative già avviate nell’ottica di un’offerta turistica sempre più ricca e diversificata da presentare sui mercati internazionali>>.
Il Forum 'Bridging Destinations' rappresenta il primo evento multilaterale sul turismo promosso congiuntamente dall’Italia e dai Paesi dell’area balcanica. L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere una visione comune per uno sviluppo turistico sostenibile e integrato nei territori che si affacciano sul Mare Adriatico e sullo Ionio, con particolare attenzione ai temi della destagionalizzazione, della mobilità, della cooperazione transfrontaliera e della valorizzazione delle rotte culturali condivise.
Secondo fonti del Mitur, durante il Forum saranno firmati altri accordi bilaterali e avviate intese tecniche con Paesi come Croazia, Albania, Montenegro e Serbia, a conferma della volontà dell’Italia di svolgere un ruolo di guida nel processo di consolidamento di un’area turistica mediterranea competitiva e coesa.
L'appuntamento si propone come un’importante occasione di confronto internazionale sul ruolo del turismo come strumento di sviluppo condiviso tra l’Italia e i Paesi dei Balcani, per promuovere opportunità di collaborazione e crescita, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e del settore privato.
l Ministero del Turismo, inoltre, rende noti alcuni dati dell’Ufficio Studi ENIT sui principali rapporti turistici tra il Belpaese e l’area geografica adriatico-ionica.
Il primo semestre del 2025 è all’insegna della crescita, con un aumento del +9,3% nei flussi turistici aeroportuali dai principali Paesi balcanici (Grecia, Albania, Bulgaria, Serbia, Croazia, Macedonia del Nord, Montenegro) verso l’Italia. In particolare, la Grecia si conferma il primo mercato d’origine, con oltre 254 mila arrivi, pari al +7,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Albania (110 mila 468 arrivi, +29,5%) e Bulgaria (51 mila 764 arrivi, nonostante una lieve flessione del -2,5%).
Nel 2024, invece, è stata la Croazia a registrare il numero più alto di viaggiatori provenienti dall’area balcanica nella nostra Nazione, con 1,9 milioni di turisti. A seguire, l’Albania (792 mila) e la Grecia (780 mila).
I tre Paesi di quest’area ad aver prodotto la maggior spesa turistica in Itala nel 2024, su dati Banca d’Italia, sono stati la Grecia (367 milioni di euro), l’Albania (363 milioni) e la Croazia (290 milioni).
“Bridging Destinations” è, quindi, un momento d’incontro strategico per lavorare insieme e sviluppare ulteriormente questi risultati, in un’ottica strutturale di lungo periodo, allargando l’orizzonte, secondo una visione coordinata e sinergica, anche al resto dei Paesi balcanici.