Nel panorama del turismo italiano l’enogastronomia è, oggi più che mai, uno dei motori più potenti di attrazione e sviluppo territoriale. Non più semplice cornice del viaggio, ma ragione stessa per mettersi in cammino, alla scoperta di sapori, tradizioni e identità che raccontano chi siamo. In questo contesto si inserisce BTM Gusto, la sezione “gustosa” di BTM Italia, nata per accendere i riflettori su un universo capace di unire capacità, tradizione, innovazione, sostenibilità e futuro. Uno spazio dove incontrare aziende, produttori e operatori del settore, ma anche un luogo di confronto vivo e concreto animato da workshop, panel, cooking show, meeting, degustazioni e incontri con professionisti qualificati.
BTM Gusto, sezione coodinata da Michele Bruno, è la piattaforma d’incontro tra chi produce e chi promuove, tra chi ospita e chi comunica, nella consapevolezza che il turismo enogastronomico è fatto di relazioni, storie, esperienze. L’obiettivo è far dialogare il mondo produttivo e quello turistico, creando sinergie virtuose tra filiera agroalimentare, ospitalità e promozione territoriale. La sfida, anche in linea con il tema di questa XII edizione, ri~genera, è quella di coniugare radici e futuro, mantenendo viva la memoria dei saperi e al tempo stesso aprendosi all’innovazione digitale, alla sostenibilità e alle nuove tendenze del mercato.
Ripartire dalle radici per costruire un’offerta turistica più autentica e sostenibile, in cui il territorio non sia solo sfondo ma protagonista anche alla luce dei numeri che confermano la forza di questo settore. Secondo ENIT, negli ultimi dieci anni i soggiorni motivati da esperienze enogastronomiche sono cresciuti del +176%, raggiungendo circa 2,4 milioni di presenze e una spesa internazionale stimata in 395 milioni di euro. Il “turismo del cibo” in Italia, secondo le più recenti stime, vale complessivamente quasi 9 miliardi di euro e coinvolge 20 milioni di italiani che scelgono di vivere esperienze legate al gusto: visite in cantina, degustazioni, agriturismi, eventi e percorsi tra sapori locali e cultura materiale. Dati che confermano quanto il cibo e il vino non siano solo piacere, ma strumenti di racconto e rigenerazione, capaci di valorizzare territori meno noti e allungare la stagione turistica.
Oggi il turista del gusto cerca autenticità, qualità, ma anche emozione e partecipazione: vuole incontrare chi produce, conoscere la storia di un vino, sentire il profumo del pane appena sfornato, capire come una ricetta diventa simbolo identitario. E proprio in questo incontro tra esperienza e racconto si gioca la forza rigenerativa del turismo enogastronomico, il cibo diventa linguaggio universale e leva di sviluppo, in grado di connettere persone, luoghi e culture. Il futuro del turismo, in fondo, passa anche da qui: da un bicchiere di vino, da un olio che profuma di terra e di tradizioni sempre vive e da un sapere antico che sa parlare al mondo contemporaneo.
BTM GUSTO 2026: il sapore del business ti aspetta a Bari!