Il turismo italiano non è solo un fenomeno culturale e ricreativo: rappresenta oggi una leva fondamentale di politica industriale, capace di influenzare competitività, sviluppo territoriale e attrattività internazionale. Questo è stato il tema centrale del panel “Il Turismo come politica industriale: competitività, territori e mercati”, svoltosi ieri nell’ambito della BTM Italia 2026, che ha evidenziato come il settore possa trasformarsi in un motore di crescita economica e innovazione per il Paese.
Secondo l’AD di ENIT, Ivana Jelinic la chiarezza delle regole è essenziale per attrarre investimenti: “Noi dobbiamo avere delle regole certe, chiare e di facile applicazione, altrimenti rischiamo di scoraggiare gli investitori di cui il settore turistico ha tanto bisogno”. Sotto la guida ferma del Ministero, ENIT consolida la leadership italiana in segmenti strategici, continuando a puntellare i mercati maturi, ma guardando anche a mercati emergenti come l’Indonesia e l’area degli Emirati Arabi Uniti, che registrano crescite a doppia cifra.
L’evento ha inoltre sottolineato il legame imprescindibile tra turismo e territori. La valorizzazione delle destinazioni locali e la costruzione di filiere integrate rappresentano strumenti strategici per sviluppare un turismo sostenibile e competitivo, in grado di attrarre investimenti e nuovi flussi di visitatori. Come ha spiegato l’AD di ENIT: “Siamo i primi in diversi segmenti e continuiamo a puntellare i mercati maturi, ma cerchiamo anche di diversificare sui mercati emergenti”.
In un mercato globale in continua trasformazione, la competitività dell’offerta turistica italiana non può prescindere dalla qualità del capitale umano. L’aggiornamento costante e l’alta formazione non sono più un’opzione, ma una necessità strategica per affrontare la dinamicità del settore. La competitività non si misura solo sui numeri di visitatori o flussi turistici, ma anche sulla capacità di innovare, digitalizzare i servizi e rafforzare il capitale umano. La qualità delle competenze, la formazione continua e l’adozione di tecnologie avanzate sono oggi elementi imprescindibili per sostenere la posizione dell’Italia sui mercati globali.
Il turismo come politica industriale non può prescindere dalla valorizzazione dei territori. Ogni regione italiana ha potenzialità uniche, che vanno preservate e rese attrattive attraverso strategie integrate e sostenibili. Dal turismo culturale a quello enogastronomico, dal mare alle montagne, la gestione intelligente dei territori permette di creare filiere produttive locali e opportunità occupazionali diffuse.
Un approccio industriale significa anche investire in infrastrutture, servizi e promozione, ma con un occhio alla sostenibilità: la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio culturale diventano leve competitive, in grado di attrarre un turismo di qualità, sensibile alla responsabilità sociale e ambientale.
La crescita del turismo italiano passa attraverso un equilibrio tra consolidamento dei mercati tradizionali e apertura verso nuovi mercati emergenti. ENIT punta a rafforzare la propria presenza nei mercati maturi, dove l’Italia è già leader, ma anche a diversificare verso paesi in forte crescita, creando opportunità di investimento e incrementando la visibilità del brand “Italia” a livello globale. La diversificazione dei mercati non è solo una strategia commerciale: è un elemento di resilienza economica, che permette di mitigare i rischi e sfruttare le nuove tendenze del turismo internazionale, dall’esperienza culturale al lusso sostenibile, fino al turismo digitale e connesso.
Un settore competitivo non può prescindere da capitale umano qualificato. La qualità della formazione, le competenze digitali e manageriali e lo sviluppo di soft skills sono fattori determinanti per offrire servizi di eccellenza e rafforzare la posizione internazionale del Paese. In questo senso, l’Italia sta investendo nella creazione di Poli Strategici Nazionali di Alta Formazione per il turismo, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare il settore verso standard globali di qualità e innovazione.
Marina Lalli, Presidente Federturismo Confindustria ha sottolineato: “Il settore continua ad affrontare sfide strutturali legate alla carenza di personale qualificato, alla necessità di aggiornare le competenze e alla transizione digitale e sostenibile. Federturismo ha colto queste criticità come un’opportunità, partecipando con successo al bando promosso dal Ministero del Turismo”.