Capitale Mondiale del Turismo Congressuale Associativo. Per il quarto anno consecutivo Bruxelles guida la classifica dell’Union of International Associations (UIA) con 388 eventi ospitati nel 2024, pari al7% del totale globale. A seguire Vienna, con 239 eventi, e Seul con 180.
Tale risultato consolida la posizione della città non solo come sede privilegiata di eventi istituzionali, ma come centro vitale per l’innovazione sociale e tecnologica in ambito no-profit. Questo primato riflette la capacità della Regione di Bruxelles-Capitale di costruire un ecosistema congressuale all’avanguardia, in cui infrastrutture moderne, visione istituzionale e politiche pubbliche convergono a sostegno delle organizzazioni attive nel campo della cooperazione internazionale, della cultura, della ricerca e delle tecnologie emergenti.
Se Bruxelles si conferma come hub internazionale per eventi ad alto impatto istituzionale, culturale e associativo, il merito è dell’ecosistema MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) tra i più evoluti al mondo, coordinato dal Convention and Association Bureau di visit.brussels, che integra servizi avanzati, infrastrutture di alto livello e politiche pubbliche orientate alla crescita sostenibile del settore.
Anche l’Italia, sebbene con numeri inferiori, si mantiene tra i Paesi protagonisti del turismo congressuale internazionale. Secondo il Rapporto 2024 dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), il nostro Paese ha ospitato oltre 370 mila eventi nel 2023, con un incremento del 9,5% rispetto all’anno precedente. Di questi, circa il 10% ha avuto carattere internazionale, generando ricadute significative in termini economici, occupazionali e di visibilità territoriale.
Le previsioni per il biennio 2025-2026 indicano una crescita costante, favorita dalla digitalizzazione dei processi organizzativi, dagli investimenti infrastrutturali e dall’incremento della domanda di eventi ibridi e sostenibili. Tuttavia, l’Italia sconta ancora un divario strutturale in termini di coordinamento, internazionalizzazione dell’offerta e supporto pubblico al settore non profit.
In questo contesto, l’esempio di Bruxelles assume un valore strategico anche per il terzo settore italiano. Hub.brussels – agenzia per lo sviluppo economico della Regione di Bruxelles-Capitale – ha attivato un programma dedicato alle realtà italiane no-profit interessate a rafforzare la propria presenza su scala europea. Il supporto offerto include la ricerca di finanziamenti, la costruzione di relazioni istituzionali e l’accesso a strumenti innovativi come microcredito, crowdlending e percorsi di formazione. Negli ultimi vent’anni, le associazioni internazionali con sede a Bruxelles sono cresciute del 28%, con una forte accelerazione nei settori dello sport, della tecnologia e del commercio. Questo trend testimonia la forza attrattiva della città, capace di offrire non solo visibilità ma anche solide opportunità di networking e sviluppo progettuale.
Il successo di Bruxelles nella classifica UIA 2025 è frutto di una strategia che unisce visione istituzionale, politiche pubbliche e un solido investimento in infrastrutture congressuali. Una strategia che può ispirare anche le città italiane, specie quelle con una forte vocazione culturale, universitaria e associativa.