L’artigianato come racconto del territorio e motore del turismo esperienziale.
Sempre più spesso il turismo contemporaneo cerca esperienze autentiche, capaci di raccontare l’identità di un luogo attraverso le persone, le tradizioni e i saperi che lo caratterizzano.
In questo scenario, l’artigianato locale diventa uno strumento potente di promozione e narrazione turistica: non solo produzione materiale, ma patrimonio culturale fatto di gesti, tecniche tramandate e creatività.
Visitare una bottega, osservare il lavoro di un artigiano o partecipare a un laboratorio significa entrare in contatto diretto con la storia e l’identità di un territorio e così anche il viaggio si trasforma in esperienza immersiva, in cui il turista non è più semplice spettatore ma parte attiva di un racconto fatto di manualità, tradizione e innovazione.
Il 2026 segna inoltre un anniversario importante per il settore, ovvero i 90 anni della Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze (MIDA), storica manifestazione ospitata alla Fortezza da Basso di Firenze.
Fondata nel 1931, la fiera rappresenta una delle più longeve rassegne dedicate all’artigianato artistico e tradizionale, diventata nel tempo un punto di riferimento internazionale per maestri artigiani, designer e creativi. Un luogo dove tecniche antiche e visioni contemporanee si incontrano, raccontando l’evoluzione del “fatto a mano” e il suo ruolo nel valorizzare i territori.
Dalle botteghe storiche ai laboratori contemporanei, l’artigianato continua a rappresentare un ponte tra passato e futuro.
Non è solo produzione. È cultura, identità e racconto del territorio.
Questo patrimonio di competenze e creatività contribuisce a rafforzare l’immagine di una Italia capace, ancora oggi, di trasformare il viaggio in un’esperienza autentica, un universo in cui tradizione e innovazione convivono in perfetto equilibrio.
Il ruolo dell’artigianato nel turismo è stato al centro del dibattito a BTM Italia - Business Tourism Management nel panel “Viaggio nel fatto a mano”, con un confronto tra esperti e operatori che hanno discusso di come il patrimonio artigianale, appunto, possa diventare un elemento chiave per la valorizzazione delle destinazioni.
Tra gli interventi anche quello della Toscana, che ha presentato un modello di promozione turistica fondato sul valore delle botteghe artigiane. Il direttore di Toscana Promozione Turistica, Francesco Tapinassi, insieme a Clara Svanera, coordinatrice delle relazioni internazionali dell’Agenzia, ha illustrato come il “saper fare” artigiano possa diventare un elemento centrale nel racconto della destinazione.
Attraverso la valorizzazione delle botteghe – supportata da una Carta dei Valori basata su accoglienza, sostenibilità e design – la regione punta a trasformare l’incontro con gli artigiani in una vera esperienza di viaggio, capace di unire cultura, economia locale e turismo.