Cambiano le regole per gli affitti brevi, con uno stop definitivo al self check, cioè l’identificazione da remoto degli ospiti e l’abolizione delle key box, le cassette apribili tramite codice che contengono le chiavi della struttura, e che negli ultimi tempi spopolano in tutta Italia. La parola d’ordine è sicurezza.
La decisione del Ministero dell'Interno, diffusa dalle Prefetture alle Questure italiane, chiarisce che i gestori hanno l’obbligo di affittare la struttura solo ed esclusivamente a clienti provvisti di documenti di identità in regola e che devono comunicare le generalità degli stessi in Questura entro le 24 ore successive al check in.
Con la nota del 18 novembre 2024, il Ministero dell'Interno spiega chiaramente che il self check-in e le key box non sono strumenti conformi all'art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), pertanto, i gestori, dovranno verificare di persona che il documento d’identità corrisponda a chi ha prenotato il soggiorno e le chiavi dovranno essere consegnate a mano. Inoltre le generalità dovranno essere inserite entro 6 ore, se il soggiorno dura fino a 24 ore, sul portale “Servizio Alloggiati” sul sito della Polizia di Stato, mentre i prefetti avranno il compito di illustrare l’orientamento nei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alle Questure, il compito di effettuare controlli mirati sul rispetto delle nuove disposizioni.
La notizia arriva a meno di un mese dal Giubileo, momento storicamente delicato in cui il livello di allerta aumenta in modo esponenziale, ma si inserisce anche in un contesto storico-politico internazionale che vede sempre più necessario mettere in atto misure per prevenire rischi per l’ordine e la sicurezza pubblica legati all’alloggiamento di persone pericolose o legate a organizzazioni criminali o terroristiche.
Il capo della polizia, Vittorio Pisani, ha sottolineato che le Key box e l'invio tramite mail o messaggistica dei documenti, violano la normativa antiterrorismo ed eludono l'inserimento dei nominativi degli ospiti delle strutture ricettive nella banca dati del sistema alloggiati.
Il Ministro del Turismo Daniela Santanchè si dice soddisfatta per l’iniziativa del Viminale: “La nuova circolare del ministero dell'Interno sull'identificazione degli ospiti nelle strutture ricettive, è un passaggio essenziale per prevenire rischi e garantire un'esperienza turistica serena e positiva, sia ai visitatori sia agli operatori. La cooperazione tra i nostri dicasteri è fondamentale per creare un ambiente sicuro e accogliente per tutti, specie in vista di importantissimi eventi come il Giubileo del 2025".
Per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello attualmente in uso “è un modello da superare perché è molto critico anche in termini di rispetto della normativa che impone una effettività del riconoscimento della persona che poi accede al servizio alberghiero, inoltre la gestione automatizzata comporta il rischio che, dopo l’invio digitale dei documenti, l’alloggio venga occupato da persone le cui generalità restano ignote, rappresentando un potenziale pericolo per la collettività.”
Su una posizione diversa invece, l'Associazione italiana gestori affitti brevi: "Come AIGAB crediamo che i locker per le strade siano da eliminare e ben venga ogni controllo contro forme di abusivismo lesive di tutta la categoria - si legge nel comunicato diffuso - Tuttavia, riteniamo che il ministero degli Interni, non sia a conoscenza del fatto che i software utilizzati da molti gestori professionali sono stati progettati su tecnologie di riconoscimento degli ospiti con tracciamento biometrico e codici OTP del tutto analoghe allo Spid, agli accessi agli autonoleggi e ai conti correnti bancari. Non credendo che il Governo voglia mettere fine alla sharing economy in Italia, introdurre il riconoscimento fisico solo per gli affitti brevi sarebbe discriminante". L’argomentazione, poi, secondo cui chi accede tramite riconoscimento da remoto a una struttura, che nel caso degli affitti brevi corrisponde a una normale unità immobiliare, dunque ad es. un appartamento in un palazzo, possa in un momento successivo consentire l’accesso anche a persone non riconosciute nella stessa modalità, dal nostro punto di vista risulta priva di fondamento logico. Il fatto potrebbe avvenire anche dopo il riconoscimento in presenza".