Passerelle, atelier e musei diventano esperienze indimenticabili per chi ama la moda.
C’è chi viaggia per il cibo, chi per l’arte, e chi per lo shopping. In Italia, questi tre piaceri spesso si intrecciano fra di loro, innescando un ingranaggio che muove milioni di persone ogni anno, attratte da sfilate, atelier, outlet, musei e quartieri simbolo del lusso e dello stile.
La moda si sta affermando sempre più come filo conduttore di esperienze uniche tanto che il cosiddetto “shopping tourism”, ossia il turismo legato agli acquisti, attualmente è uno dei motori più forti del luxury travel, e l’Italia, con il suo patrimonio di stile e artigianato, è tra le destinazioni più desiderate al mondo.
Partiamo da Milano. Il capoluogo lombardo non solo si conferma capitale della moda, ma anche uno dei motori economici più vitali d’Italia.
L’indotto turistico complessivo stimato per l’ultima dizione si aggira attorno ai 239 milioni di euro (238,9 milioni), in crescita del 12,3% rispetto al 2024. Tanto, almeno, stando ai dati del Centro Studi Confcommercio per Milano, Lodi, Monza e Brianza. Attorno all’evento si registra una crescita costante, non solo in termini di partecipazione, ma anche di impatto sul commercio, sull’ospitalità e sulla mobilità urbana. Si è parlato di circa 149 mila visitatori, di cui il 46% provenienti dall’estero: un pubblico internazionale che testimonia la forza globale del brand “Milano”.
Ma non è solo questione di passerelle. Il fashion tourism è strettamente legato allo shopping, una forma di viaggio che racconta l’identità di un Paese attraverso i suoi prodotti.
Chi arriva in Italia per fare acquisti legati al segmento moda, spesso unisce l’utile al dilettevole, scoprendo i laboratori di pelletteria fiorentina, le botteghe di sartoria napoletana, le seterie di Como, operando una full immersion nella storia del Made in Italy.
Chi spende di più? Gli stranieri, naturalmente. Gli americani e i cinesi restano ai vertici per acquisti tax-free, ma crescono anche i turisti mediorientali e coreani, attratti da esperienze di shopping personalizzate e boutique private. Gli acquirenti più facoltosi, pur rappresentando solo una piccola parte del totale, generano oltre un terzo dell’intera spesa. In media, un visitatore internazionale spende più di 1.600 euro durante il soggiorno, e quasi la metà finisce in moda.
Ovviamente, non si parla più solo di acquisto, ma di esperienza. Molti viaggiatori vogliono vivere la moda da dentro: partecipare a un workshop di sartoria a Firenze, visitare gli archivi di una maison milanese, un profumo su misura a Grasse o Venezia.
Sono tante le agenzie specializzate che offrono esperienze tailor-made nel settore della moda. Un fashion tour in Italia propine momenti immersivi nel mondo della moda, come: visite a boutique e showroom esclusivi; incontri con designer e artigiani per apprendere le tecniche dietro la creazione di capi di alta moda; partecipazione a workshop tematici come lezioni di styling, creazione di profumi o sartoria; accesso a eventi speciali tipo come sfilate private o visite a musei della moda e, non da ultimo, shopping personalizzato con l'assistenza di personal shopper esperti.
Milano è indubbiamente la capitale della moda italiana, ma non sono da meno Firenze, con la sua tradizione sartoriale e la presenza di musei dedicati alla moda (Museo Salvatore Ferragamo e Museo Gucci) e Roma, con i suoi quartieri eleganti e le boutique di alta gamma.
Viaggiare per la moda è un modo di esplorare il mondo attraverso i suoi dettagli. Un tessuto, o anche un piccolo dettaglio, sono frammenti di storie più grandi che riportano a territori, tradizioni, cultura, persone. E in nessun luogo come in Italia lo shopping è così intriso identità. Qui, acquistare non è mai solo possedere: è partecipare a una narrazione che continua e si arricchisce stagione dopo stagione.