Nuove tecnologie, nuove scoperte, nuove opportunità e una sana dose di coraggio hanno permesso in pochi anni di rivoluzionare il concetto di lavoro.
La generazione del boom economico vedeva nel posto fisso il punto di arrivo di una vita, erano gli anni in cui timbrare il cartellino era una rassicurante routine, ma poi è successo qualcosa, un gap generazionale che ha stravolto i piani scindendo nettamente in due la società, tra chi allo stipendio fisso a fine mese non vuole rinunciare e chi in una vita fatta di orari e scadenze si sente stretto.
Poi è arrivato il 2020, l’anno che ha cambiato tutte le regole e se da una parte ha tragicamente bloccato il mondo intero, dall’altra ha dato una spinta decisiva alla rivoluzione del lavoro facendo esplodere un fenomeno già da tempo conosciuto, ma ancora di nicchia, quello dei nomadi digitali, cioè professionisti che lavorano in modo indipendente o per aziende da remoto, utilizzando strumenti digitali per svolgere le proprie mansioni da qualsiasi parte del mondo.
Questa modalità di lavoro permette di viaggiare, scoprire nuove mete e nuove mentalità, senza essere legati a un ufficio fisico o a una località specifica. A differenza dei lavoratori tradizionali quindi, i nomadi digitali non hanno una sede fissa e spesso cambiano destinazione in base alle proprie esigenze personali e lavorative, possono scegliere mete con un costo della vita più basso, infrastrutture digitali efficienti e una qualità della vita elevata.
Molti nomadi digitali lavorano come liberi professionisti, offrendo servizi in diversi settori, scrittura, copywriting, servizi di traduzione per clienti internazionali, supporto a startup e imprese su strategie di marketing, gestione e crescita.
Ovviamente i professionisti nel settore informatico sono tra i più richiesti e meglio pagati, ma anche la crescita dell’e-commerce e dei social network ha aperto nuove opportunità per social media manager, SEO specialist e professionisti nell’affiliate marketing.
Non ultimo, ottime opportunità ci sono anche per i professionisti si dedicano all’insegnamento online, al coaching e mentoring.
L’idea di pensare a degli incentivi per i nomadi digitali potrebbe sembrare insolita, ma rappresenta una strategia sempre più diffusa in molte nazioni. Alcune destinazioni soffrono di un calo demografico e vedono nei lavoratori da remoto una risorsa preziosa per la crescita economica. Gli incentivi offerti spaziano da vantaggi fiscali e visti agevolati fino a contributi economici diretti per il trasferimento e l’affitto.
La Spagna è una delle nazioni più accoglienti per i lavoratori da remoto grazie a infrastrutture digitali avanzate e una qualità della vita elevata.
Tenerife, Gran Canaria e Fuerteventura hanno investito nella creazione di spazi di coworking e coliving, mentre il governo locale ha introdotto il regime fiscale speciale ZEC (Zona Especial Canaria), che offre significative agevolazioni fiscali alle imprese e ai professionisti che vi si stabiliscono.
Il Portogallo è tra i paesi europei più attenti alle esigenze dei nomadi digitali, con un regime fiscale vantaggioso e visti dedicati, a Madeiralo startupper Gonçalo Hall ha inaugurato il primo Digital Nomad Village, un progetto che fornisce incentivi economici, spazi di coworking gratuiti e assistenza burocratica per chi decide di trasferirsi.
Anche l’Italia ha adottato strategie per attrarre nomadi digitali, puntando sui piccoli borghi con il programma Borgo Office che offre alloggi a prezzi agevolati e spazi di coworking.
La Calabria ad esempio, ha avviato un’iniziativa che prevede fino a 28.000 euro di contributi per chi decide di stabilirsi in uno dei suoi comuni meno popolati per almeno tre anni.
La Croazia è diventata una destinazione emergente grazie al Digital Nomad Visa, che permette ai lavoratori da remoto di risiedere nel paese fino a un anno senza dover pagare tasse sul reddito prodotto all’estero, Dubrovnik sta investendo nello sviluppo di comunità per nomadi digitali, con spazi di lavoro attrezzati e programmi di networking, Zagabria, offre una valida alternativa per chi cerca una città con un costo della vita contenuto ma altamente connessa.
Buenos Aires è una delle mete più attrattive per i nomadi digitali, grazie a costi contenuti, cultura cosmopolita e infrastrutture digitali ben sviluppate. Il governo argentino ha introdotto un visto speciale per i lavoratori da remoto, con incentivi dedicati ai professionisti del settore digitale.
L’isola di Mauritius è una delle mete tropicali più richieste tra i nomadi digitali, grazie al Premium Travel Visa, che consente soggiorni fino a un anno con possibilità di proroga.
Il Costa Rica si posiziona tra le migliori destinazioni per chi desidera lavorare immerso nella natura, il governo ha esentato dall’imposta sul reddito i lavoratori da remoto non cittadini, inoltre sono previste agevolazioni doganali per l’importazione di dispositivi elettronici necessari al lavoro a distanza.
Queste sono solo alcune delle mete che hanno deciso di scommettere sui nomadi digitali e a oggi sembra che la strada intrapresa sia quella giusta, anche se ancora molto c'è da fare, soprattutto nell'ottica di un radicale cambiamento nella mentalità generale, perché, è bene ricordarlo, bisognerebbe lavorare e vivere non vivere per lavorare.