Un tesserino ufficiale per riconoscere una guida turistica abilitata.
Proprio così, anche le guide turistiche italiane avranno un documento di riconoscimento nazionale in formato plastificato. Dal 26 agosto, il Ministero del Turismo ha attivato la procedura per richiedere il nuovo tesserino di abilitazione, realizzato in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Un passaggio che completa, almeno sul piano operativo, una delle novità più importanti introdotte dalla riforma della professione avviata con la legge del 2023. Possono richiederlo le guide già regolarmente iscritte all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche (ENGT) nel quale confluiscono sia i professionisti che possedevano già un’abilitazione regionale prima della riforma, sia coloro che hanno superato il nuovo esame nazionale, sia le guide straniere la cui qualifica professionale sia stata riconosciuta in Italia.
Non si tratta se molicemente di una novità per così dire "estetica".
L’Elenco Nazionale, che è pubblico, permette di verificare le guide davvero abilitate e alla luce di ciò, il nuovo tesserino, la cui validità è di 10 anni, diventa strumento concreto per rendere più semplice il riconoscimento del professionista da parte di turisti, musei, siti culturali, agenzie e operatori del settore. Inoltre, è anche uno degli strumenti individuati dal Ministero per valorizzare la professione, garantire maggiore qualità ai visitatori e contrastare l’esercizio abusivo. E proprio per questo, lo stesso Ministero specifica che le guide abilitate sono tenute a portarlo con sé durante l'esercizio dell'attività professionale.
La procedura è interamente online. La guida deve entrare nel proprio profilo sulla Piattaforma delle Professioni Turistiche e, nella sezione “Strumenti”, selezionare la funzione dedicata al tesserino plastificato. Da lì viene indirizzata al portale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dove completa la richiesta, effettua il pagamento e può seguire lo stato della spedizione.
Il costo è di 30 euro. Per la fotografia sono richiesti gli standard ICAO, quindi non una semplice fotografia qualsiasi: l’immagine deve essere recente, a colori, con caratteristiche precise per formato, sfondo, posizione del volto e illuminazione. La piattaforma effettua inoltre una verifica della foto prima di consentire di completare la procedura.
L’introduzione dell’abilitazione nazionale ha creato un forte interesse da parte di chi aspira a esercitare la professione di guida turistica. Non è ancora disponibile un dato ufficiale consolidato sul numero complessivo di nuove guide abilitate nell’ultimo anno, anche perché il percorso prevede diverse fasi e i dati vengono pubblicati dal Ministero in relazione alle singole sessioni d’esame.
I numeri disponibili, però, raccontano bene la domanda di questa professione. Il primo bando nazionale del 2025 aveva raccolto poco meno di 30 mila candidature, un risultato molto superiore alle aspettative iniziali.
Nel 2026 il Ministero ha poi registrato 16.852 candidati attesi alla prova di verifica del 5 giugno: a presentarsi effettivamente sono stati 8.346, circa il 50%, e 7.844 sono risultati idonei allo scritto. Questi candidati hanno quindi avuto accesso alle successive prove orali e tecnico-pratiche, necessarie per ottenere l’abilitazione nazionale. Il dato restituisce soprattutto una fotografia dell’interesse verso una professione centrale per il turismo culturale italiano. E proprio in un Paese che conta migliaia di musei, siti archeologici, città d’arte e patrimoni UNESCO, avere un sistema nazionale facilmente verificabile può rappresentare una garanzia in più anche per chi arriva dall’estero e vuole affidarsi a un professionista qualificato. ll nuovo tesserino, dunque, è qualcosa di più di una semplice tessera: è il tassello visibile di una riforma che punta a rendere la figura della guida turistica più riconoscibile, verificabile e uniforme su tutto il territorio nazionale.