Tra i temi più accattivanti e strategici del ricchissimo programma di BTM Italia 2026 ne entra di diritto uno che condiziona profondamente i flussi, gli investimenti e le strategie: la geopolitica. A portarlo al centro del dibattito sarà Marco Valigi, uno dei più autorevoli studiosi italiani del rapporto tra sistema internazionale e mondo dell’impresa.
Classe 1980, laureato con lode in Scienze Politiche all’Università di Pavia e dottore di ricerca in Relazioni Internazionali, Valigi ha costruito un profilo che unisce accademia, istituzioni e impresa. È docente di Studi Strategici all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha insegnato all’ESCP Business School e ha collaborato con realtà come NATO, Commissione Europea, European Investment Bank e Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove è stato consulente durante il Governo Draghi sui dossier legati alla difesa e al Mediterraneo allargato. È stato advisor del CEO di E&Y Italia, ha lavorato con Fondazione ENI Enrico Mattei e oggi collabora stabilmente con think tank come ISPI e Aspen Institute Italia. Nel 2025 ha pubblicato per Egea Università Bocconi Editore il volume Geopolitica per le imprese – Ripensare il business nei mercati post-globali, punto di riferimento per chi analizza il legame tra economia e nuovi equilibri internazionali.
Il suo intervento a BTM Italia 2026 si inserisce in una fase di profonda trasformazione del turismo globale. È lo stesso Valigi a spiegare come si sia passati dall’epoca dell’espansione senza precedenti a un contesto molto più complesso: “Durante gli anni 90 e 2000 l'industria del turismo ha vissuto una lunga fase di espansione, il concetto stesso di viaggio si è democratizzato, la libera circolazione di individui, merci e capitali, il nascere di nuove piattaforme che hanno disintermediato sostanzialmente il mercato, il proliferare di nuove tratte aeree e l'affermarsi delle compagnie low cost hanno certamente modificato profondamente il mercato, non sempre in positivo, si è chiaro, ma certamente hanno determinato una fortissima espansione del mercato turistico stesso.”
Uno scenario che però oggi esiste meno. “Da qualche anno a questa parte le cose sono andate mutando e sono andate mutando per ragioni sostanzialmente di carattere politico”, sottolinea Valigi, chiarendo il senso del suo contributo a BTM: “per questo motivo durante il BTM del 2026 all'interno di uno specifico seminario del quale io stesso mi occuperò, affronterò il tema della relazione tra geopolitica e industria del turismo, cercando di illustrare agli operatori del settore e a coloro i quali interverranno in questo evento, in che modo l'analisi geopolitica possa contribuire a generare valore all'interno del settore turistico stesso.”
Il cuore della sua riflessione sta proprio nell’abbattere una falsa barriera culturale: “La geopolitica e l'industria del turismo non sono come l'olio e l'acqua, tuttavia la relazione tra una disciplina fino a poco tempo fa confinata entro i limiti dell'accademia e un business che generalmente viene associato al concetto di intrattenimento va comunque spiegata.” Perché oggi il turismo è una delle attività più esposte alle tensioni globali, ai conflitti, ai nuovi confini materiali e immateriali: “Il sistema internazionale e l'ambiente internazionale stanno cambiando rapidamente, una serie di confini talora visibili, talora meno tangibili, stanno caratterizzando la realtà intorno a noi, ragione per cui la relazione tra geopolitica e industria del turismo merita di essere spiegata.”
L’appuntamento è fissato: Marco Valigi sarà protagonista a BTM Italia 2026 il 26 febbraio alla Fiera del Levante di Bari, per aiutare il mondo del turismo a leggere il presente e a progettare il futuro con gli strumenti della geopolitica.
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