L’escalation delle tensioni in Medio Oriente torna a incidere in maniera significativa sul traffico aereo internazionale e, di riflesso, anche sugli scali italiani. Secondo un’analisi della piattaforma AIRDATA® di AirAdvisor, nelle ultime settimane le cancellazioni dei voli in Italia sono più che raddoppiate, segnando un cambio di scenario netto rispetto al periodo precedente.
Nella settimana tra il 21 e il 27 febbraio, infatti, le cancellazioni si attestavano in media all’1,05% dei voli. Un dato che è salito rapidamente al 2,69% nel periodo più critico compreso tra il 28 febbraio e il 5 marzo, per poi ridursi leggermente all’1,81% nei giorni successivi, restando comunque ben al di sopra dei livelli pre-crisi.
Un impatto immediato si è registrato anche sul principale hub italiano, Aeroporto di Roma Fiumicino, dove nei primi due giorni di perturbazioni sono stati cancellati 49 voli.
Strategie delle compagnie: meno ritardi, più cancellazioni
Il dato più significativo riguarda però il cambio di approccio delle compagnie aeree. Con la chiusura o la limitazione di alcuni corridoi dello spazio aereo mediorientale, i vettori si sono trovati a gestire un’elevata incertezza operativa.
Per evitare ritardi a catena lungo le rotte internazionali, molte compagnie hanno scelto di cancellare preventivamente alcuni voli, mantenendo così più stabile la rete complessiva. Una strategia che spiega un’anomalia nei dati: mentre le cancellazioni aumentavano, i ritardi superiori ai 60 minuti diminuivano nella fase più acuta della crisi.
“Le compagnie aeree hanno di fatto riorganizzato i loro orari per evitare ritardi a catena nelle loro reti”, ha spiegato Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor. “Operare in uno spazio aereo perturbato può generare effetti domino su più rotte: per questo, in molti casi, si è preferito cancellare alcuni voli piuttosto che accumulare ritardi molto lunghi”.
La fase di assestamento: meno cancellazioni, ritardi più lunghi
Dopo il 6 marzo, con una graduale stabilizzazione della situazione, il numero delle cancellazioni ha iniziato a calare. Parallelamente, però, si è registrato un aumento significativo della durata dei ritardi.
Tra il 6 e il 9 marzo, i voli hanno accumulato ritardi medi di circa 144 minuti, ben al di sopra dei circa 105 minuti registrati prima della crisi. Un segnale delle difficoltà legate al riposizionamento di aeromobili ed equipaggi e alla ricostruzione degli orari.
Rotte più colpite e “effetto domino”
Le conseguenze più pesanti si sono registrate sulle rotte ad alta frequenza tra l’Italia e il Medio Oriente. I collegamenti con Doha e Tel Aviv hanno subito cancellazioni massicce, con picchi fino al 91% su alcune tratte tra Milano Malpensa e Doha e circa il 58% tra Tel Aviv e Roma Fiumicino.
Numeri che evidenziano il cosiddetto “effetto domino” del trasporto aereo: quando viene meno un corridoio strategico, l’impatto si propaga rapidamente su tutta la rete globale.
Il caso ITA Airways
Anche ITA Airways ha dovuto adattare la propria operatività al nuovo contesto. Tra il 28 febbraio e il 5 marzo, la compagnia ha operato 6.866 voli, con il 2,46% soggetto a ritardi superiori ai 60 minuti e una media di 142 minuti.
Nella fase successiva, tra il 6 e il 9 marzo, il ritardo medio è salito ulteriormente fino a 169 minuti, a conferma delle difficoltà nella fase di ripresa e riorganizzazione del network.
Diritti dei passeggeri: cosa sapere
Dal punto di vista normativo, le cancellazioni legate a crisi geopolitiche rientrano nelle cosiddette “circostanze eccezionali”, come previsto dal Regolamento UE 261/2004. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, non è previsto un risarcimento economico standard.
Restano però obbligatori gli interventi di assistenza: pasti, bevande, eventuale sistemazione in hotel e riprenotazione su voli alternativi.
Per i passeggeri, in una fase ancora caratterizzata da instabilità, il consiglio è di monitorare costantemente lo stato del proprio volo, conservare tutta la documentazione di viaggio e valutare con attenzione le opzioni offerte dalle compagnie, soprattutto in caso di modifiche o cancellazioni improvvise.