Giovane enologo appassionato da sempre. Ho iniziato a produrre vino per gioco nella cantina familiare del nonno all’età di 13 anni, in seguito mi sono laureato in Scienze Viticole ed Enologiche e ne ho fatto il mio lavoro.
Sono solo due anni che con un amico/socio esperto di marketing e commercio abbiamo trasformato la stessa cantina del nonno dove tutto è iniziato in una micro azienda vinicola, implementandola con tecnologie come controllo della temperatura, pressature soffici dell’uva, utilizzo di botti in legno per la vinificazione integrale e di materiali innovativi per l’affinamento come il gres, ma senza tralasciare pratiche più tradizionali come l’affinamento in damigiane di vetro, la decantazione e pulizia dei vini senza chiarificanti e filtrazioni, la selezione visiva e la pulizia manuale dei grappoli in vinificazione.
Tra i nostri obiettivi:
-valorizzare le produzioni locali, piccole produzioni con bottiglie numerate, non solo da vigneti di proprietà, cerchiamo vecchi vigneti in microclimi molto favorevoli con varietà autoctone (sono in corso lavori di ricerca per la riscoperta di alcune varietà antiche);
-coinvolgere visitatori con degustazioni in cantina e in vigna dove riusciamo a trasmettere rispetto per la natura, passione e cultura del vino;
-accostare l’arte al vino, abbiamo organizzato una mostra di quadri con degustazione in cantina invitando l’artista a parlare delle sue opere mentre i visitatori degustavano i nostri vini.
Cerchiamo dei modi creativi per coinvolgere eventuali turisti e visitatori e per rendere l’esperienza della degustazione più ampia, perché è vero che non si beve a stomaco vuoto, ma il vino si può abbinare a tante situazioni, non solo alla tavola. A proposito di vino ribelle, abbiamo rivalutato la varietà bombino nero, siamo gli unici a produrre un rosso in purezza da questa varietà, generalmente utilizzata e considerata adatta a produrre solo vini rosati.